La comunicazione psicologica
La comunicazione psicologica studia come emozioni, pensieri e relazioni influenzano il modo in cui le persone si esprimono e si comprendono. Non riguarda solo le parole, ma anche gesti, tono di voce e atteggiamenti. È un processo bidirezionale, dove emittente e ricevente si influenzano a vicenda.
Le sue componenti principali sono:
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Verbale, cioè il linguaggio parlato o scritto;
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Non verbale, come gesti, sguardo e postura;
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Paraverbale, ossia tono e ritmo della voce.
Diversi modelli psicologici (come quelli di Watzlawick, Schulz von Thun e Berne) spiegano le dinamiche comunicative e le possibili distorsioni. Un elemento chiave è l’ascolto empatico, che permette di comprendere davvero l’altro e costruire relazioni autentiche. Tuttavia, la comunicazione può essere ostacolata da barriere psicologiche pregiudizi, emozioni negative o difese inconsce che alterano il messaggio. In conclusione, comunicare in modo consapevole e empatico favorisce relazioni più sane e migliora il benessere personale e sociale.

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Sigmund Freud
Sigmund Freud (1856–1939) fu un medico e psicologo austriaco, considerato il padre della psicoanalisi. Studiando i disturbi mentali, scoprì che molte sofferenze avevano origine psicologica e non fisica.
Freud teorizzò l’esistenza dell’inconscio, una parte nascosta della mente dove si trovano desideri e ricordi repressi. Divise la personalità in tre parti: Es (istinti), Io (parte razionale) e Super-io (coscienza morale). Nel libro “L’interpretazione dei sogni” spiegò che i sogni rivelano i desideri inconsci. Le sue idee, pur criticate, hanno avuto un’enorme influenza su psicologia, arte e cultura, cambiando per sempre il modo di capire la mente umana.
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https://www.stateofmind.it/bibliography/freud-sigmund/